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Phishing e truffe online: rimborso banca immediato anche se cliente negligente
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Phishing e truffe online: rimborso banca deve essere immediato anche in questo caso inatteso

homebanking banca conto corrente

La Corte di Giustizia Ue ha stabilito che le banche debbano rimborsare subito le operazioni di pagamento non autorizzate.

Le banche non possono negare il rimborso di un pagamento non autorizzato soltanto perché ritengono che il cliente abbia commesso una grave negligenza. A stabilirlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza nella causa C-70/25, pubblicata il 15 ottobre. Secondo i giudici europei, l’istituto deve restituire tempestivamente il denaro sottratto, riservandosi la possibilità di richiederlo successivamente al correntista qualora dimostri che la perdita sia riconducibile a una condotta dolosa o gravemente negligente.

Ragazzo collegato a Facebook

Phishing e truffe online: il rimborso della banca, il caso

La pronuncia nasce dal caso di una donna, cliente di una banca polacca, vittima di una truffa online. Un individuo, fingendosi interessato all’acquisto di un oggetto che la donna stava vendendo su Internet, le aveva inviato un collegamento fraudolento, apparentemente proveniente dalla piattaforma utilizzata per la vendita. Cliccando sul link, la vittima era finita su una pagina che riproduceva quella della propria banca e aveva inserito le credenziali per accedere all’home banking.

In questo modo, il truffatore era riuscito a trasferire circa 700 euro dal conto della donna verso un altro conto. La cliente aveva segnalato l’operazione il giorno successivo, ma la banca si era rifiutata di restituire la somma, contestandole di non aver custodito adeguatamente i propri dati di accesso. La vicenda era quindi arrivata davanti a un tribunale polacco, che aveva interpellato la Corte Ue.

I giudici hanno chiarito che, quando un pagamento non è autorizzato, il rimborso deve avvenire senza indugio e, al più tardi, entro la fine del primo giorno lavorativo successivo a quello in cui la banca ha avuto conoscenza dell’operazione o ne ha ricevuto comunicazione, purché il cliente abbia effettuato la segnalazione tempestivamente. Un’eccezione è prevista se l’istituto sospetta ragionevolmente una frode commessa dal cliente e comunica per iscritto le motivazioni all’autorità nazionale competente.

Cosa succede in Italia

Come spiega l’avvocato Antonino Polimeni su Agenda Digitale, citata da SkyTg24, anche in Italia esiste già la regola del rimborso entro il giorno lavorativo successivo. Nella pratica, tuttavia, alcune banche avrebbero giustificato il mancato riaccredito con la presunta colpa grave del correntista, costringendolo a presentare reclami o a rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o al giudice.

La sentenza europea interviene proprio su questa interpretazione: la responsabilità definitiva del cliente deve essere accertata separatamente dall’obbligo iniziale di rimborso. Chi subisce un prelievo fraudolento può quindi presentare un reclamo scritto richiamando la causa C-70/25 e chiedendo la restituzione immediata. Spetterà alla banca dimostrare l’eventuale grave negligenza e, se ne ricorrono i presupposti, agire successivamente per recuperare le somme.

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ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2026 16:58

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